CARITÈ A REGINA DI SPAGNA

MELO-DRAMMA SERIO

Poesia del Sig. Cavalier Pola. Musica del Sig. Maestro Saverio Mercadante .

DA RAPPRESENTARSI

NEL GRAN TEATRO

LA FENICE

Ne} Carnovale dell' Anno i%%6.

VENEZIA

DALLA TIP. CASALI ED. M. DCCC. XXVI.

3

ARGOMENTO.

D orma Caritea Regina di Spagna, figlia di Don Pietro 64 (ti Dònna Irene, per disposizione testamen- taria paterna dovea colla scelta del suo sposo dar un successore alla Corona di Spagna. Fin dalla sua pri- ma giovinezza essa predilegeva il giovine Pompeo fi- glio di D. Guglielmo^ Grande del Regno; ma venuto questi a contesa con Diego figlio di D. Fernando, pa- rimenti Grande del Regno, e Generale di Campo , ( che pure ardeva secret amente per Caritea ) fu da quest'ultimo in un duello trafitto. Oltremodo dolente l'innamorata Regina ordinò che si arrestasse l'ucci^ sore perchè ne avesse il meritato castigo, ma sottrat- tosi Diego da Toledo coi mezzi procuratigli dal Pa- dre, andò vagando due lustri sotto il nome di Don Pirro d'Aragona qual Capitano di ventura, avendo assoldato una mano di valorosi guerrieri .

Pressata Caritea dalla nazione di scegliere un nuo- vo sposo, ferma nel suo primo affetto per ,l' estimo Pompeo, costantemente si rifiutò; finalmente tornan- do vane le ricerche fatte contro di Diego fuggitivo, pensò di ploclamare un bando che, Colui che gii aves- se recata la testa di Diego, sarebbe stato di lei pre- scelto a suo sposo , e quindi alla dignità del trono in- nalzato* In questo frattempo Alfonso Re di Porta gallo, invaghito dell' avvenenza di Caritea, del suo animo virile ed allettato fors9 anco dall' idea di possedere un doppio dominio > s' era dichiarato pretendente alla sua mano , ma ottenuta una formale ripulsa , già $i accingtva a voler ottener colla forza ciò che non ave- va potut© ottener dalla persuasione. Già un poderoso .esercito da lui capitanato era sceso in Ispagna, già te truppe Portoghesi si trovavano sul Pago, già si mi- nacciava Toledo, quando arriva sconosciuto ^Diego do-

po due lustri, e presentatosi al Portoghese Sovrano oh tienè per un giorno di potersi accampare coi suoi sulld destra del fiume presso al ponte di legno . Fu in que* sto luogo, cheCaritea in abito virile volendo sorprende- re alla , schiena V armata nemica , nel passaggio del ponte rovinato dai Guastatóri Portoghesi si trovava in grave pericolo . Accorso per avventura Diego ha la fortuna di salvar la sua adorata Regina; questa presa da gratitudine j comincia a sentir per lo sconosciuto guerriero un' amorosa inclinazione che viene raffor- zata dall' averla ricondotta salva in Toledo. Sdegna- lo altdinettte Alfonso dall' operato di Diego lo porta ad una particolare disfida , dalla qnale uscendo Die- go vincitore torna in Toledo ed assicura la Regina dal pericolo del suo Stato; ma tutto questo non basta per determinarla a dargli la mano di Sposa, ad lucen- do che finché Diego viveva , in forzi del suo Dece- poteva appartenere , a chi le avesse portata la di lui testa . Allora finalmente vedendo che non v' era nitro mezzo che il palesarsi , e che il mómento era opportuno si getta ai suoi piedi sottomettendosi a di* ^erezione alla sua vendetta. Qùest7 ultimo tratto di devozione corona pienamente i desideri di Diego, e in, mezzo alle acclamazioni del Popolo viene a consegui- re la mano diCàritea, che lo per seguitava amorini

I

A TTO R f.

CARiTEA' Signora MombelU.

D. ALFONSO Re di Portogallo Signor Donzelli .

t>. DIEGO, sotto il nome di D. Pirro d' Aragona fi- glio di

Signora Lorenzani.

D. FERNANDO, vecchio Capitan Generale Spagnuolo Signor Cosselli.

D. RODRIGO, altro Capitan Generale Ambasciatore di Caritea Signor Binaghi.

CORRADO, Uffizial superiore Portoghese Signor N. N.

Coro di Cavalieri Spagnuoli di Guerrieri Portoghesi .

Damigelle di Caritea Soldati Spagnuoli Soldati Portoghesi Soldati di Diego Popolo .

La Scena è in Toledo, e sulle rive del Tag& al Campo di p. Alfonso ,

MUTAZIONI DI SCENE.

Appartamenti reali di Caritea .

Gran Tenda al Canapo di D, Alfonso.

Campagna sulle rive del Tago con due ponti uno di pietra, ed uno di legno che attraversano il Tago.

Parte remota dei giardini di Caritea col sepolcro del giovine Pompeo.

Esterno della Città di Toledo,

Gran Piazza di Toledo.

inventore, e Compositore de' Balli Sig. CLERICO FRANCESCO.

Primi Ballerini serj Francesi flullin Baptiste . Vague Moulin Elise.

Prima Ballerina seria per ballare e fare le parti Conti Mariejsa.

Primi Ballerini serj italiani Mersi Adelaide. Venturi DavideM

Campilli Elisabetta* Campilli Pietro.

D'Amore Michele

Primi Ballerini per le Parti Gagliani Carlo. Ronzani Cristina. Mangini Giuseppe

Ballerini di jnezzo carattere Ronzani Domenico | Dupin Celestina Rugali Antonio $ felloni Manetta

Cavalle Giovanni . | Baldini Rachele N. N. % Cagli ani Clementina ?

D? Amore Carlotta»

18. Coppie di Figlienti,

Maestro è Direttore. dell'Opera* e Capo Orchestra Sig. Cammerra Antonio.

Prima Viola Sig. Gesoni angelo.

Primo Violoncello Sig, Zaccagna Bernardo.

Primo Conirabàsso Sig. MACCATrr Angelo o

Primo Flauto Sig." Scapolo Angelo.

Primo Oboe Sig. Paissler Carlo.

Primo Clarinetto

Sig. BOMBASINI GlO: BATTISTA à%

Primo Fagòtto Sig. Terren Gio: Battista.

Primo Corno Sig. Ziffra Antonio

Maestro al Cembalo e Direttore de' Cori Sìg. Carcano Luigi.

Pittore delle Scene Sig. Bagnàra Francesco Membro dell'. L R. Accademia di belle Arti.

Vestiarista Sig. ALiPRANDi Giuseppe.-

Attrezzista » Sig. Gallina Pietro.

Macchinista ed Illuminatore Sig. Zecchini Antonio.

Copisteria di Musica Presso ij Sig. Zamboni Giacomo.

ATTO PRIMO a

SCENA FRIMA.

Appartamenti reali.

Coro di Cavalieri Spagnuoli, che entrano da una parte frettolosamente j dall'altra parte opposta en- tra Rodrigo.

Ah! Caritea dov'è? Pien di baldanza II Lusitano Re Sul Tago avanza . Che mai dite? Oh Ciel, che intendo l Dunque in arme più tremendo Il Lusitano Re Sul Tago avanza? Misera Patria nostra, Chi mai ti salverà ! Propizio Dio, ti mostra, Abbi di noi pietà,. Il fiero Lusitan, Che aspira al doppio regno , Di Caritea la man Chiede di pace in pegno.

SCENA II.

Caritea esce con Don Fernando e con èlcune Damigelle .

€AJk Ma non l'avrà quel perfido; Sua non sarò giammai . Spento è quel sol, che amai, Da un ferro traditor. ( volendo ricordare a D. Fernando la morte del di 1 lei amantéjD. Pompeo ucciso dal di luì figlio P> Diego .

Coro

Rod.

Rod.

Coro

Fe&. Dopo due lustri , ahi misera!

Che piango errante un figlio

Non cangia mai consiglio

Il tuo fatai furor? ) r

n _ T^ » « * * t * \ verso D : c artica* RoG Uopo due lustri il misero, )

Che piange errante un figlio,

Non cangia mai consiglio

Il tuo fatai furor?

CAR. Pace non ha quest'anima

Fin che il crudel respira :

Sento, che avvampo d'ira

Quanto avvampai d' amor ,

FER. M'uccide, oh Dio! quell'ira,

L'eterno tuo rigor.

Rod. Taccia una volta Tira,

Pietà ti parli al cor .

CORO Alla Patria sventurata

Dona alfine un Padre, un Re;

Per lei trema, sciagurata,

Se non sai tremar per te .

CAR. Io tremar ? Caritea ? Ah ì che mai dite ...

Se Ispani siete, il mio valor seguite.

Car. Rod. Mano all'armi. Nel fianco nemico

£ Fer. Trovi il brando la calda vendetta :

sul campo vittoria ci aspetta,

Alza il grido fra Tarmi l'onor.

Coro Vittoria ci aspetta

Air armi , all' onor .

( i Cavalieri partono,

CAR. Sia tua cura, o Fernando, i prodi miei

Tutti disporre al gran cimento. Io vado

Le virili a indossar vesti guerriere.

Sotto alle mie bandiere

Militerà il valor, ch'ove si pugna

Pei santi lari e per le patrie mura^

Di novello vigor ci arma natura .

ROD. Ma il tuo bando regal , che la tua destra

Promette in premio a chi daratti estinto

L' uccisor di Pompeo, che tanto amavi,

Spogliò Iberia di bravi.

Fer. Contro il proscritto mio figlio infelice

M

Tutti i giovani eroi mosser bramosi

Di meritarti , e intanto

La Patria orba di lor si strugge in pianto. Pochi noi siamo, e deboli, mal fermi, ,, E forte è il Lusitan più che non pensi, Car. Degni d'Ispano cor non son rai sensi. Sia pur forte il nemico, e sia possente, Sta giustizia per noi . '* Qual dritto accampa

Alfonso il Lusitan dal folle org0glio

Di voler la mia TOno ?.,. A Jui, Rodrigo,

Va ancor nunzio di pace, ove acconsenta

Di sgombrar la mia terra;

Ma s* ei persiste in suo pensier di guerra ,

Digli, che questa man cara può forse

Provar troppo a suo danno;

Ch'usa il brando a trattar , le ingiuste offese

E' di punir capace ...

Lo consiglia a partir, lasciarci in pace, ( Cqritea parte colle Damigelle da un lato > e Rodrigo e D. Fernando da un coltro.

SCEN4 IH.

Accampamento di D. Alfonsq in vicinanza del Tago.' Di lontano vedesi la Gittà di Toledo. La tenda prin* cipale di D, Alfonso, che sfà daiin lato, sarà pra- ticabile e grandiosa internamente .

Diego in armatura fon un Scudiero.

Pie. Quelle son pur le patrie arene, quelle,

f indicando da [lungi Toledq s Che da lungi torreggiano superbe, Di Toledo le mura. Oh vista! Oh dolci Di natura e d' amor soavi affetti l Lasso! Il padre chi sa, se ancora è in vita. Se non l'uccise il duo] di mia partita !~ E la crudel, che del mio sangue ha sete, Troppo cara e fatai , chi sa se ancora JVT Qdia quanto io pur ramo.1- Ah! vi£in$. Piena avrsi tu$ vendetta;

h . .

Di vederti è morir desio ih' affretta. Ah! se estinto ancor mi vuoi, Se pìetàde in cor non senti, Almen sotto ai sguardi tuoi Deh! mi lascia, oh Dio/ morir. Nel tuo- seno, o Padre amato, Vengo a scior gli estremi accenti: il rigor d' ingiusto fato Sojx già stanco di soffrir. Ma pure il cor^ Non so perchè Tremar non sa* Forza d' amor , Eguale a te No , non si !

SCENA IV.

? Pórraóo èsce fuor dalla tenda di D. Alfonso > e detto .

Cor. Straniero Cavalier, a qùestà tenda

Qua! ti guida desir? Se non m'inganno;

Tu sèi d'armati condottier? Die. Non erri .

Capitan di ventura io meco adduco

Dall' Itale contrade armato scuoio

Di valorosi . Cor. li nome tuo ?

Die. Perdona :

Chiedo del Re , s' è a lui parlar concesso < Con. Lo vedrai; ma per or di qui non lungi

Ti compiaci aspettar . Die. Ebben ni' arrendo :

Tu cortese Sarai... Coro Verrò !

DiE, T'attende*, (si ritira col suo Scudiero.

SCENA V.

5* apre la gran Tenda di D. Alfonso . Al suono dei bellicosi strumenti tutta Vai mata si mette in mq- vimento nelV atto che sorte D. Alfonso precedu- to da un Coro di Guerrieri.

Cor. Vieni, Campion terribile,

Ad animar le schiere Pronte a pugnar. Le trombe ai nostri cantici S? accordino guerriere * Mano air acciai* . Alf. Eccomi a voi , miei Lusitani . Oh l quanto M' empie di gioja il rivedervi lieti . Pei favor di vittoria. Ah ! , più che V amor la vostra gloria Mi fu sprone al cimento. Vostra mercè tra poco 1/ altera figlia dell'Ispano soglio Dovrà depor quell'ostinato orgoglio. Nel lasciar le natie sponde Voi giuraste a me d' intorno? Alla Patria far ritorno Tra le palme, fra gli allor. Vi guidai del Tago in riva A mercar novella gloria ; Voi correte la vittoria, Io '1 compenso dell' amor » Coro . Cogliercm noi la vittoria ,

Tu il compenso dell' amor . ALF- Amor tra l'armi,

Che il cor m'accende, Maggior mi rende Nei mio valor . Par , eh' egli al lampo Dei vostro brando Mi chiami in campo Trionfator k

?4

Coro. AI vivo lampo

Del nostro brando

Ti mostra in campo

Trlonfator . ( il Coro pdrtè ,

Cor. Havvi un Duce stranier, Sire> che chiede

L* accesso a te . Alf. Fa > che s* inoltri 4

SCENA VI.

£)i£GO e detti.

Die. AI Magna

Duce de^ Lasitaiii or si presenta Don Pirro d'Aragona D'armati condottier. Sotto il vessillo De* Viscontei Colubri acquistai fama; Ora in patria figlio amor mi chiamai Cadente ho uii genitor . Àlf. Ed or rivolgi? 4.*

Die. Verso Navarra. Alf. Io mi credea , che offerta

Farmi volessi di tua posSa. DfE. Sire ,

Nacqui Ispano > tei dissi . Un vero Eròe Macchiar non deve del fraterno sangue il patrio suol. Fra le tue schiere un figlio Tu non corresti all' onor suo ribello . ALF.,, Hai ragion." Ma che chiedi? Die. Dopo un lungo camtnin d' uopo i miei fidi Han d'un qualche riposo. In riva al Tago Pel di cadente, e del venturo in parte Bramo accampar, se mei concedi: ÀLF. Resta Sulla destra del fiume Tutto il venturo dì. Forse che in questo Per m!ó nuovo trionfo il pie* baciarmi Vedrai colei , che la mia man ricusa . > Dik. Caricea? (con vivacità) ALf. La conosci?

Dj&. Ev'c chi ignori (rimettendosi)

Cotanto nome? ÀLF. Stolta !

D'un estinto amator sul freddo marmo Pianse assai per due lustri ; oggi al suo pianto Fine porrà di mia vittoria il canto . Ma qual è questo suon?

f Suono di trombe . Corrado s' affaccia all'uscita

della Tenda) Cor. La tromba annunzia

Del campo un messaggier . ALF. Vanne Don Pirro:

! tuoi ristora in securtà! (Diego parte) S' avanzi

L'illustre messaggier. A ognnn l'ingresso Fia vietato per or.

Corrado introduce Rodrigo. D. Alfonso vi

a sedersi, ordinando d'apprmtar un sedile

per V Ambasciatore .

SCENA VII. Rodrigo e D. Alfonso

Rod. Al Magno Sire

De* Lusitani , Caritea , la nostra

Adorata Regina, invia salute,

E pace ancor s'egli l'aggrada. Alf. Siedi. (Rodrigo s'asside.

Brevi di pace con piacere ascolto

I pani. Esponi. Rojd. Dall'Ispana terra

S'allontani il furor crudo di guerra.

Non far che il Tago 1' onde sue confonda

Coi sangue Lusitàn. Più che non pensi

Bolle l'odio ristretto. Invan ti gonfi

A un primo lampo di propizia sorte ,

Instabil sempre e traditrice. Pensa,

Come sovente d* una bella aurora

Vario è V occaso.... Alf. Hai tu finito ancora? (con impazienza .

RoD.Signor

i6

Alf. M'ascolta; e in , brevi note io parlo* Abbia pur Caritea tranquillo il regno; Ma la sua man diami di pace in pegno.

Rod. Non lo sperar .

ALF. Dunque a tremar s'attenda:

Rod. Forse rnen che non credi . A un dritto ingiusta Di Caritea la mano

Non cederà fin che v'è un core Ispano . Alf. Tu trascorri il dover. Rod. \ Tu lo calpesti

Col patto insultato t\ Alf. Non più! La spada,

(s* alzano dai loro sedili) Questa mia spada , che non mai raddoppia I colpi suoi, che in fino all'elsa in petto Configgervi saprò , vedrai garante Del dritto mia, ruotar morte d'intorno-. Rod. Forse non lungi è il giorno

Del pentirti . ALF. Superbo ! E tanto ardisci ? ...

Ornai traboccò la mia rabbia estrema . Sgombra . ( con alterigia .

Rod, Son Messaggier. (con dignità*

Alf. Va , parti , o trema ...

La baldanza del tuo orgoglio Ogni dritto eccede ornai; Paventar chi siede in soglio Abbastanza ancor non sai > Se frenar non sei capace Quel tuo labbro insultator . ftoD. Non è ver , d' insano orgoglio

Che il mio cor s'accenda ornai; All'onor dovuto al soglio Col mio dir io non mancai; Raffrenar .son io capace Ogni accento insultator. Alf. Caritea, la tua Regina

Contro me ti rende audace. Rod. A propor ti venni pace, Ma coi sensi dell' onor.

I?

Aur. Se a propormi vieni pace, Parla i sensi dell' onor.

A 2.

Non sa quest'anima

Frenar lo sdegno ;

1/ aspetto abomino

Di quell'indegno;

Ma T onta orribile

Vendetta avrà . Alf. Vanne; alla pugna apprestati, Rod. Ci troveremo in campo. Alf. D'amor furente avvampo,

Di rabbia e di rossor . Rod. Sento, che tutto avvampo

Di rabbia e di furor.

A 2.

Alf. Furente amor, che m'agiti, Rod. Offeso onor , che m' agiti ,

( Sostienmi in tal momento, a z ( L'audace pel cimento

( M* assisti a fulminar . (partano *

SCENA Vili.

Vasta Campagna in collina sulle rive del Tago. Supe- riormente vi sarà un gran ponte di pietra prati- cabile, inferiormente uno costrutto di legno. Si vedranno alcune tende dei Soldati di D. Diego.

Diego , indi Rodrigo .

Die. Ti son vicino, amata patria: oh quanto Sul cor mi pesa il tuo periglio estremo.' Chi fora mai quel messaggier , eh' io vidi Del Lusitan presso alla tenda? E' questa

( additando il ponte di legno . La via per la Città. Ma nonv m'inganno : Ei s'appressa... Chi miro? Oh Cieli Rodrigo?

( andandogli incontro .

Rod.„ Qual voce? (fissando Diego.

Die. Dì: 'non mi ravvisi?

RbD. DiegòJ

Amico del ni io tor, ma come?... dimmi ..i Come tu qui dove tua vita è cerca? Die. Inutil peso è fatta

Questa vita per me. Due lustri interi La guardai da ogni insidia . Oggi è ben tempo * Che tutta sfidi la nemica sorte : Meritar Caritea voglio , o la morte . feoD. Vaneggi al certo . Die. s, E il genitor mio?

Rod. Vive,

Ma lo trarrai teco ài sepolcro . Die. ,j E' vano.

in mio pensier sto fisso; ,, A lui sol mi palesa, a ogn' altro il vieto: > In Toledo verrò! Rod. >, Ma se alcun mai

Ti ravvisa? Dis. Nuli* uom potrà suppormi

Cotanto audace. Quest'onor del mento j Che al mio partir noiì appariva ancora, Queste vesti straniere, questo ciglio Aggrottato dal pianto, dalle veglie, Dai lungo faticar; tutto... Rob. U Sospendi .

(accorgendosi, che s'avanza un corpo Portoghese . Il nemico s'avanza. Die. » Eccolo a vista.

Separarci convfen . ( si abbracciano .

Rod. 11 Ciei t' assista ...

(passa il ponte di legno, e Diego si ritira lungo il Tago.

SCENA IX.

Uri Corpo di 'Guàstàtòrì viene per abbattere il ponte di legno; V armata Portoghese intanto defila per il ponte superiore di pietra , avendo alla lor tasta Vistesso D. Alfonso.

Coro Aspra del militar

Bendi' è la vita >

ÀI lampo itW acciar

Gioja l' invita . Chi per Ja gloria muor

Vissuto è assai ;

La fronda dell' allor

Non 1 angue mai* Piuttosto che languir

Per lunghi affanni

E' meglio di morir

Sul fior degli anni < Chi muore e che non

Di gloria un segno

Alla futura età,

Di fama è indegno. (terminata l? operazione del ponte, il Corpo de> Guastatori va a raggiungere V arma- ta, seguitando il suo cantico, che potrà essére ripetuto a piacere.

SCENA X.

Caritea in armatura virile con un drappello di sol- dati comparisce dalla parte sinistra del ponte di legno, di' è mezzo rovinato.

Car. Ecco il campo nemico . Ardita impresa V'offre in ver Caritea. Mentre che Toste Baldanzoso s'avvia verso Toledo, Rovesciam le sue tende; a tergo poscia I/assaJirem qual fulmine improvviso. Arduo sembra il passaggio; ( fissando il ponte . Ma il mio esempio seguite. Andiam: coraggio. (si mette a passare il ponte, [che crolla, ed ella si tiene ad una trave. Aita/ Giusto Cieli Chi mi soccorre!

SCENA XI

Diego esce al grido di Caritea, vedendola in pericolo si slancia con alcuni d€ suoi in una schifo e va sotto al ponte per soccorrerla .

Die. Somma Dio, che mai veggo! Ah Caritea !

Car. Non mi reggo. (vacillando <

Die. Fa cor . Fermate il legno .

]( arrivato collo schifo sotto il ponte*

CAR. Mi manca il piò.

( in atto di abbandonarsi . Die. Non paventar : t' affida

( si mette sotto a Carìtea per sostenerla , onde possa discendere nello schifa. Qui sugli omeri miei. Sei salva,. CAR. Oh Dio !

La mia vita seconda a chi deggs io?

(giunta a terra dallo schifo > Ah f per te se i giorni miei Salvi son da reo periglio , Fa eli io sappia almen chi sei , Ti palesa, o Cavalier. Die. Fei tuoi giorni i giorni miei

Saran pronti a ogni periglio; Ma eh' io sia , se umana sei , Deh! mi lascia oh Dio* tacer. Car. ( Qual sembiante ! Quale accento ! )

Dinr. (Più fissarla già pavento.) Car. Ma il tua nome ... DIE, la son... noi posso»

Car. Sei tu forse mio nemico? Die. Tuo nemico ? Ah f no ... che dico ?

Non mi vedi a palpitar ? Perchè deggio palpitar? Son pur terribili

D'amor tiranno

Le smanie, i palpiti ,

L'interno affanno?

Oh come rapido

Quel foco magico Mi cerca l'anima M'inonda il cori

SCENA .XII.

V armata Portoghese ripassa il ponte di pietra . Il Coro di Guastatori canta la seguente canzone, dietro ai essi si vedono D. Alfonso, Corrado e alcuni Prigionieri Spagnuoli , fra i quali Don Fernando .

Coro Presso a cadere è il dì, Facciam ritorno: Sul campo il nuovo giorno Ci troverà Col nostro acciar--» Pronti a pugnar Si vincerà. Car. Fatale inciampo! I miei nemici...

Die. Donna ,

Non ti smarrir. Car. Che far ?i

Die. Quelle deponi

Ricche insegne, il tuo manto, e questo indossa (fa che Caritea si levi gli ordini, il manto? e che prenda un elmo da un suo Scudiere « Elmo volgar di mio scudiero . Cab. Un nume

Ti guidò a mia salvezza. Die. Allor che annotti

Franca in Toledo (anima mia) trarrotti.

SCENA XIII.

D. Alfonso cpfl seguito de9 suoi Soldati, e seco pochi Prigionieri Spagnuotir fra quali D. Fernando.

Alf. AI primo lampo orribile

(verso Diego. Caritea starà alquanto indietro» Del mio temuto acciaro Deserto il campo libera Gl'Ispani Eroi lasciaro,

Tranne que' pochi militi» Che non poter fuggir. ( Ah perchè vincere Non so quel cor , Che ingrato e barbaro Non sente amor. ) Cak. (Raffrenar mi forzo a stento;

Mille angustie ho intorno al cor:

Che mi scopra ognor pavento

Il compresso miojfuror.) Die. (Nel trovarmi in tal cimento

Mille angustie ho intorno al cor ;

Che mi scopra ognor pavento

Sia V affanno , sia f amor . ) A^y. ( Nel fissar quel volto io sento,

(fissando il prigioniero Fernando ,

Che pietà mi parla al cor:

Ah.f si provi in tal momento

Il piacer <f un vincitor . ) Fer. ( Questa man io reggo a stento ,

Pur d' un forte ho in seno il cor:

La mia sorte non pavento,

Tutto sfido il suo rigor. ) Ale. Sciolto dai lacci miei ( a D. Fernando ,

Torna , Campion canuto ,

Ai patrj lari, e a lei

Mostra in qua! guisa vendica

Alfonso un vii rifiuto,

S?egli lo merta ancor. CAR. (Che mai veggo.1 Oh Ciel! Fernando?) Die. a 3 ( Che mai veggo l II Padre mio ! ) Fer. (Che mai veggo! E* dessai 11 figlio! ) Alf. Che t' avvenne ? ( vei so D. Fernando .

Car. Die. e Fer. ( Un sogno è questo , )

Car. Die. In periglio funesto Fer. (Non so più s'io vado o resto:)

a 3 Già mi sento vacillar. Alf. Perchè giri il guardo mesto ? 4 ( sempre a Z>. Fernanda .

Ta mi sembri vacillar.

M

CAft. Die. Fer. Si oscuì*a la vóce

Mi manca il respir,

M' opprime , mi cuoce

1/ inferno martir

Che pena crudel !

Qual nuovo soffrir! Alf. Si oscura la voce,

Gli manca il respir,

L'opprime, lo cuoce

Interno martir.

Qual pena crudel

Lo forza. a. soffrir!

SCENA XV.

Coro di Guerrièri Dr D. Alfonso che disemdóne frettolosamente .

Coro Un cupo fremito,

Signor , serpeggia * L'Ispana femmina Lasciò la reggia, È al campo inoltrasi Del Lusitan.

A 4.

Alf. Che dite? La sorte

Qual premio mi serba !

L'ingrata superba,

Sì, vinta cadrà. Car, Die. ( Inganna la sorte

Queir alma superba;

Il Gel che serba,

Si mosse a pietà . •) Fer. ( Che sento.' La sorte

Qual colpo mi serba !

Quell'alma superba

Esulta di già. ) ALF. Che si tarda? Miei fidi, accorrete Pria che notte m' involi la preda ;

24

Cresce amor la mia barbara sete; Fia felice in tal giorno il mto'cor. Car, Die» Qua! leone feroce, il vedete, «Fer. Col pensier già divora la preda; Ma non sazia la barbara sete, Non si pasce di sangue il suo cor Ax*\ La rabbia, il dispetto

Traboccan dal petto, Non vedo, non sento Che strage e furor.

Tutti.

La rabbia, il dispetto Gii balzan dal petto; Non vede, non sente Che rabbia e furor*

Fwe dell9 Atto Prima *

ATTO SECONDO

SCENA PRIMA.

Appartamenti reali come la Scena I. Atto I. D. Fernando solo, indi Diego, poi Rodrigo.

Fer.y^/ uanto mai tarda Diego ! In qijqsta Reggia

Pia dunque vero abbracciarlo poss' io ? Die. Caro Padre . ( si precipita fra le braccia del Padre, Fer. Mio Diego... Ah che m'opprime

Lq. piena dei piacer . Die. Posso una volta . . .

Fer. AH* affannoso mio seno ritorna,

( si abbracciano di nuovo .

Non staccarti mai più .

Non afferrarmi il cor con man di gelo . Fer. Dimmi... che festi?... in queste mura?... a fianco

Di Caritea, che ti vuol morto... Die. Ah Padre!

Alto disegno è il mio. Fer. Ma sei tu vivo.

Sei tu che qui mi parli in questa Reggia

Che eterno odio mortai contro te spira? Die. Non ti celo il mio cor. Poiché la mano

Ti bagnai del mio pianto,

Fermo proposto in me stava, gittarmi

Ai piedi di eolei

Xhe vuole i giorni miei. Fer. Per vedermi morir pria che tua morte

Saziata avesse la crudele . . . Ingrato ,

E tu dici d'amarrai? Die. Credilo, Padre mio. Fer. No , non parlarmi . Fer. D' un Padre non senti

Die.

Volesse il Cielo ( sospirando.

I crudi tormenti,

16 . g

Non provi V angoscia Non vedi il marti r . Btìfc Ti calma, deh senti

D' un figlio ì lamenti A JFi Non farmi d'angoscia presto morir . Che dir mi vorrai? * Tuo figlio vedrai Col brando suo vindice La Patria salvar. Fjkr. La Patria !... ma come ...

Proscrìtto il tuo nome... D«- T'affida. FjSR- Che mediti?

Non farmi tremar.

( Rodrigo entra ^con circospezione. Amici , vicina

Vid' io la Regina , Celate le lacrime Frenate il parlar. Caritea!

JfM- La Regina.

Rod. Die. e Fer. a 3 Che istante

Agitata , confusa , tremante Sento l'alma che in seno mi sta.

SCENA II.

Caritea con Damigelle , e detti .

Car. Perchè mai da me lontano,

Cavalier, ti trovo ancora?

( Quel suo sguardo m' innamora

Ah più pace il cor non ha.) Die. Non temsr, su questa mano

( bacia la mano a Caritea.

Di tornar ti giuro ancora .

C Quel sorriso che innamora

Fosse un raggio di pietà ! ) ìtoD. ( Ah! che brilla da lontano

( a parte a &, Fernando .

TDì speranza un raggio àncora Sorgi alfin propizia aurora " D' un bel giorno di pietà . ) ( Ah! che amor mei rende insano, Se non fugge il perdo ancora; No , non sorge più l' aurora D'un bel giorno di pietà* ) CAR. Tu la vita mi salvasti

(affettuosamente verso Diego* Qual ti devo alta mercede? Die. Un sol detto; Car. È fia che basti?

Die. Se la patria salverò» Car. Tu salvarla!... che dicesti?

( t)iego sta sospeso. feoD.eFER. (Già r ambascia il cor mi fiede. ) Cak. Ma il tuo nome?... dì... saresti...

( con somma premura .

Die. Carìtea... te lo dirò.

Caritea Diego (Quest'alma si perde (Quest'alma si perde Al lampo d'amore, Fra speme, e timore;

Più mio non ho il core, Assistimi , amore Che smania crudeli) Nel bivio crudel.) Rodrigo D. Fernando

(L'incanto si perde ( L'ingrato si perde,

L'accieca l'amore, L' accieca l'amore,

Non teme il furore D' un padre che muore

D' un odio crudel . ) Si scorda il crudel . )

SCENA III.

Solito Accampamento colla tenda di D. Alfonso.

Coro di Guerrieri di D. Alfonso che stanno ossèr* vando neir interno della tenda , indi [sorte D. Al- fonso.

Coro .

Che mai vuol dir! Alto silenzio,

Che mai sarà ! Qui intorno sta .

*8

Vaneggia... delira... Lo sguardo immobile

S'arresta... sospira... Configge al suol. Qual pensier torbido ! Ah di sanguigna luce Qual cupo orror! Par che s'ammanti il Sol.

Del nostro Duce Ma ... Ei viene ... sospira ..,

Invade il cori S'arresta... delira;

Ah di sanguigna luce,, Par che s'ammanti il Sol. Alf. Lasciatemi , partite ; a me d' intorno Accrescete il rigor de' miei tormenti; Inutili strumenti]

Della vendetta dei mio intenso amore Ite lungi da mej mi fate orrore...

( i Guerrieri partono « Alfonso , ebben ... tu piangi . . . Io piagner?... No... Ma sulla man di pianto Non ti cadde una stilla?... Oh mia vergogna! Piagnere io Re per un' ingrata donna ! Io delirar !... io si temuto al mondo ... Dove, dove m'ascondo? E tu mio core avvezzo All'onor delle pugne... Ah / ti disprezzo. Non fia più mai che per colei tu soffra, Io strapparti saprò da questo petto , £e potrai più albergar indegno affetto e Va superba, ingrata donna Se il mio cor di te s'accese, L' onta rea che nY offese Non son lungi a vendicar. Tu odiasti un'anima Che t' amo . Io di te, barbara Mi scorderò, ^cordarmi!... ma con)e, Se ognora il tuo nome Sospira il mio cor ? Che barbaro affanno! Perfino l' inganno Adoro d'amor. Coro. Ah! Signor, grand' evento .

( entrando frettolosamente .

ktf. Che avvenne?

Coro. Arma il brando d'un vindice sdegno

Quel guerriero stràniei:, queir indegno ; Cari tea . . . Alf. Proseguite .

Cokó, Salvò .

Alf. Oh mio scorno ! che sento ! accorrete imbrandite, miei fidi la spada, Cada.il vile fuggiasco, e pur cada Caritea.*. ma no, no sospendete. Oh povero mio cor Di te che mai sarà , É' barbaro in amor 11 domandar pietà . Intanto, che in pianto Ti struggi, deliri, Ne alcun ti consola , Quei dolci sospiri Un* altro t' invóla Felice amator. Coro., Che risolvi? comanda, t'affretta

Arde il campo di giusta vendetta. Tu schernito, àrvilitò... Alf. V'intendo.

Non più che tutto di furor rn accendo , Dessa in braccio a un mio rivale ? Altri lieto di mia sorte? Fosser ambo in braccio a morte L'ira mia li coglierà. Coro. Fosser aitìbo in braccio a morte

L' ira tua li coglierà , Alf. Questo core il suo furore

Ah frenar no più non sà. Coro. Quel tuo core il suo furore

Ah frenai no più non sa . ( partono *

SCENA IV.

Appartamenti Pteali. Diego indi Caritea.

Die. Qui attender deggio Caritea- Fortuna

Mi sii propizia una sol volta ancora ;

E tu amor non tradirmi. Eccola. Io tremo» Car. Siam soli alfin Tu mi dicesti un cenno

Che ti basta in mercè.' Parla che mai

Posso dirti di grato? Die. Un cenno solo, e diverrei be^to. Gar. Ti spiega.... ebben... Die. Ma tu mei nieghi.

Car. Ingrata

Dunque forse mi credi? Die, Deh non sdegnarti , a Piedi tuoi mi vedi .

(si getta a suoi piti CAR. Alzati ... Oh Dio ... mi fai tremar. Che brami Die. Di Don Diego il perdon. €ar. Che dici ? ... e tanto ( sommamente agitata )

D' un* iniquo ti cale ? Die. Egli è infelice, (rattristato) Car. Lo conosci tu forse ? ( con impeto ) Die. Oh se il conosco!

Car. Ah! dov'è! me lo addita Die. E a che?

Car. Và, corri

Pria che alcun altro me lo uccida , Die. E vuoi?...

Car. Se mai non m'ingannar gli sguardi tuoi?

Se cara io ti sembrai .... T è noto il bando?

Se un odiato Cavalier mi porta

Il tronco teschio... io son perduta. Ah vanne

Tu lo sfida a tenzon se prode sei.... Die. Io stesso ! ...

Car. Ah sì: compi la mia vendetta

Degno divien dalla mia man, del trono, Dji. Questo otterrà da te Diego perdono?

3*

Sei pur barbara, spietata Se persegui un infelice , Se il tuo core non ti dice Quanto ei meriti pietà .

Car. Non chiamarmi , no spietata

Troppo anch' io sono Infelice , Se a me chiedere non lice^ Ch'abbia alcun di me pietà.

Die. Tu pur soffri?

CAR. E quanto, Oh Dìo/

A x.

Ma un affanno eguale al mio Non si trova , non si ,

Caritea

Vedi da questi pulpiti Se mi hai ferito il cor, Temo che un vincitor Già ti prevenga.

Diego A quei soavi palpiti Tutto s' inebria il cor , Nuli' altro vincitor Fi a che ti ottenga.

SCENA V.

Coro di Cavalieri Spagnuoli, e detti,

Coro . Caritea , per pietà non tardar

11 nemico minaccia rovina,

Ei pretende veder la Regina

In Toledo vuol teco parlar. Car. Che si fà?

Die. Non temer.

Car. Che pretendi?

Die. Voglio io stesso.... T'affida; m* attendi Sosterrò coli' audace guerriero Del tuo nome la gloria , V onor .

Coro Sosterrà coli' audace guerriero Del tuo nome la gloria, Tonor,

3*

Caritea Diego Fa presto ritorno Già presto ritorno

Mia vita, mio bene; Mia vita, mio bsnej In, mezzo alle pene In mezzo alle pene

*Tii lasci il mio cor . Ti parli il mio cor.

Car. Rammenta giurasti...

Die. Mia fede ti basti .

Car. Fa presto ritornò etc.

Die. Già prestò ritorno etc. f tutti partonó

1 SCENA VI.

Luogo remoto nei giardini reali, da una parte si v drà un monumento eretto al giovine Pompeo.

Caritè* con Damigelle.

Ombre amiche, a voi soli. Grato è il silenzio Ai sospiri d' arnor. Ma perchè mai Queste piante cercai Dove di morte alto pensier si desta ? Voc° affannosa e mesta Par che mi piombi al cor . Oh mio Pompeo ! Amo, è ver, mi perdona, Ma colpevol son* lo per vendicarti . Qual tumulto crudel ! amor tiranno 1 Sola cagion tu sei d* un tanto affanno. Come un sembiante

Basca tal».

In un istante

S' infiamnla il cor . Ma guai Se ai barbaro

Tu chiedi aita :

Pur troppo avv.ien;

Che t' offre un balsamo

Per la ferita

€h' è rio veten .

SCENA Vii,

Cobo di Guerrieri Spagnuou , c detti

CÒRO Di Toledo fin presso le porte

Noi scortammo il gran Duce straniero.,

Là, tornate, ci disse il guerriero

A Lei dite ch'io vado a pugnar. Car. Mentre ei corre al fatale cimento

Qual tumulto neiralma mi sento! Coro Non terrier il suo brando è d' un fort$

CHe il nemico saprà debellar. CAR. Si lo spero, questo cor

Già brillar mi sento in petto,

Se 1* infiamma un vivo affetto

L' idol mio trionferà . Ah ? s' affretta il bel momento

Ch' egli rieda vincitore

Aspettar maggior contento *

No, quest'anima, non sa. Coro Già s'affretta il bel momento

Ch'egli riede vincitore

Aspettar maggior cofttento

No; la Patria ornai non sa. CAR. Se gli arride propizia la sorte

Già ritorna quest' alma a brillar . Corò Se gli arride propizia la sorte

Torneran le nostr' alme a brillar.

(tutti partono 4

SCENA Vili.

Esterno della Città di Toledo.

X). Alfonso si troverà fuori delta Città con un corpo de* suoi Guerrieri, indi Diego uscirà dalla porta della Città unitamente ad un corpo de' suoi.

,ALF.Son queste pur quelle qdiate mura

( verso i suoi soldati accennando Iq Città ) Ch'espugnar vi promisi ove rinchiusa

54

Stassi ancora Colei

Che altera disprezzò gli affetti miei

Ma già s'apron le porte, e chi vi scende

C vedpndo Diege , In armi cinto? Ah traditori Tu stesso?

( con forza andandogli incontra , Die. Io stesso. Ebben.... (con dignità) Alf. # E ancor tèn vanti ?

AI mio nemico apprestar arrni, aita?... Dii. Tanto vile non son. Salvar la vita A vaga Donna cortesia fu sempre Degna di Cavalier . Io la salvai I/armi contro di te forse portai? ÀLF. Ma tu mi hai tolto il mio maggior trionfo ; Caritea.... la sua man... forse a quest'ora Io felice sarei . Die. Non mai.

Alf. Che parli/

Die. Ad altri serba il cor. Alf. Qual fia l'audace

Che contrastarmi ardisca .... Die. Il tuo rivale

Sbanco tu noi conosci, ei ti sta presso. Alf. Il mio rivai dov' è ? Die. Guardami , io stesso .

ALF. Quaf ardir! Tu mio rivale ?

Osi dirlo, e non tremar? Die. Perchè a te son* io rivale

Di che deggio paventar ? (Posso appena a lui dirinante % II mio sdegno raffrenar.^ Alf. Che pretendi? Die. La sua mano

Liberar dal tuo servaggio. Alf. Trema, indegno, un vile oltraggio Non son nato a tolerar. ( Posso appena a lui dinante ; 2 II mio sdegno raffrenar.) Alf. Dunque al campo. Die. Andiamo. A lf armi . fcLF. Col tuo sangue vendicarmi

Questo brando alfin saprà.

Dk ì tu che mi agiti Foco d'amor;

Alf.

Die.

Oh tu che mi animi

Nel fier cimento Mi assisti ognor * D'altri non sia Colei che adoro Ma cada vittima Il traditor

Pietoso amor : Se nel cimento Cadessi ancor . Non far che sia Colei che adoro

Giammai la vittima

Del suo furor

ALF. Squiii la tromba * Bis. li pegno Della disfida accetta (Diego getta il guanto Alf. lo prende. ( L'ardor della vendetta ( Per tutto il sen mi v^. ( Ah! Si con alma intrepida a t ( Vo a cimentar la morte, ( Quell'adorata immagine ( Fa il mio valor più forte ( I colpi miei terribili ( Per lei raddoppierò.

SCENA IX. Soliti appartamenti reali. D. Fernando solo, indi Rqdhigo.

■Fjut. Misero cor di padre , a quante ambasce Ti riserba il destin. Appena il figlio D' un sospetto mortai fra i tronchi amplessi Qui pur riveggo inaspettato, ei corre Dietro a nuovi perigli. Oh Dio! alcuno Nuova mi reca ancor . Ah , Rodrigo Frettoloso s'avanza. Ebben...

Rod. Respira Dall'alte mura nel vallo soggetto Io lo vidi pugnar. Vive! trionfa. A

Fer. Tu mi dai nuova vita

ftop. Già dall'ampia ferita

(partono per battersi .

*6

Il sangue Lusitan scorrer si vede ;

Men volo alla Regina. Il cor ripieno

Ho d'alta speme. Fer. Ali voglia il Ciel .

Rod. Lo senti?

Questo è di gioja il grido.

Tosto ritorno. (entranell'appàrtamentodiCariteà* 3FfiR. A te grai> Dio! m'affido,

SCENA X, ED ULTIMA .

Gran Piazza di Toledo .

Coro di Guerrieri Spagnuoli con Popolo > indi Cariteà colle sue Damigelle . D. Fernando , Rodrigo , è seguito di Guerrieri 9 da una parte; dall' altra Diego col seguito de' suoi Soldati > che viene iri trionfo*

Coro.

fu di Toledo al Popolo Prode campion, ti mostra^ Tu della patria nostra Nuovo sostegno, e onor. Per te di Marte torbido Si asserenò 1? aspetto , Per te alle madri iri petto Più non affanna il cor . Per te ai connubj placidi Torna il gucrrier placato; L'oste crudel fugato Pace ritorna, e amor. TU Toledo ec. Car. Venga V Eroe liberator .

( andando incontro a Diego, Die. . Regina;

Ultimo pegno del mio cor ricevi Del tuo regno la pace. Io col nemico Solo pugnai ; Io vinsi , e come mai Del tuo bel nome acceso io non dovea

I*

Escirne vincitor? Giace trafitto Chi ti facea tremar. Vivi or secura, Refgna felice, e al sol tuo ben procura. £ar. Ricevi intanto , invitto Eroe straniero Di magno condottiero Delle nostr' armi il guiderdon condegno* Tutto tu merti in ver , Perchè non posso Secondare il mio cor? Vive Don Diego... Il regal bando ... Oh Dio ! Se mai giungesse un vincitore ardito Col tronco teschio . . . Ah cu m' intendi , . . Pie. ì Darti Diego promisi, èbben H avrai. Guardami in volto addesso Chiedi al tuo cor chi sono Niegami il tuo perdono Se puoi mancar di fe . Con quest* acciaro istesso

( le presenta la propria Compi la tua vendetta Diego la morte aspettar Diego la vuol da te. ■Càk. Tu Diego' Die. M' uccidi .

Rod. ( Incauto ! ) Fer. ( Lo perdo, )

Coro Ei DiegQ f Car. ( Mi perdo. )

Oh Cielo ! che incanto ! Car. Die. Rod. Fer. Sul ciglio già il piantp

Sospeso mi sta. Coro Sul ciglio già il pianto

Sospeso le sta.

Rod. Regina ti scuoti , Seconda il tuo core, Sbandisci il rigore Trionfi V amor .

Die. Coi teneri moti Natura , ed amore W opprimono il core Di dolce stupor . .

Car. Ai teneri moti Soavi d'amore Già cede il mio core? Sbandisce il rigor . FlR. datura coi moti Soavi d'amore Ridona al mio core !1 prisco valor.

Car. vieni, Diego, a parte del trono.

Die. Caritea , Padre , Amico .

Car. Tua sono.

( stende la mano a Diego*

Tutti i Personaggi.

Oh che felice evento ! Esulti ogni bell'anima; No, no, più bel momento Di questo non si dà.

tolto. À si felice evento

Esulti ogni bell'anima, La Patria in tal momento. Felice appien sarà.

Fine del ÌUelo - Dramma .

è

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